La “contesa del secchio” di Sant’Elpidio a Mare, a tre km da Monte Urano. Per vederla, alloggia da noi!

6 luglio 2013 Da vedere nel circondarioHome  Nessun commento

La Contesa del Secchio è una rievocazione storica che si svolge ad agosto a Sant’Elpidio a Mare. Nata nel 1953, è diventata ben presto uno degli appuntamenti più attesi nel palcoscenico estivo marchigiano.
La leggenda vuole che nel Tardo Medioevo Sant’Elpidio a Mare soffriva penuria d’acqua, e per evitare la quotidiana gazzarra delle donne al pozzo situato nella piazza principale, si indisse un gioco a cui dovevano partecipare le quattro contrade cittadine (San Giovanni, Sant’Elpidio, Santa Maria e San Martino).
Ogni contrada doveva schierare una squadra di sei giocatori (più due riserve) formata dai giovani contradaioli più prestanti e atletici, capaci di reggere ai colpi dell’avversario e portare la propria bandiera più in alto delle altre. Infatti la contrada che si aggiudicava il gioco aveva il diritto di attingere per prima all’acqua dal pozzo cittadino mentre le contrade sconfitte dovevano attendere il loro turno e potevano beneficiare dell’uso del pozzo a seconda del loro piazzamento nel gioco.

Le quattro Contrade e le Delegazioni Foranee

Nobile Contrada San Giovanni

La Contrada prende il nome dalla chiesa del Monastero Benedettino dedicato a San Giovanni un tempo esistente all’imbocco dell’attuale Via del Cunicchio. Della chiesa (negli anni adibita a vari usi tra cui, l’ultimo, di palestra) si può ancora ammirare la facciata, realizzata nella prima metà del XIX secolo. Alla contrada si accede per Porta Romana, l’antica Porta del Girone. Proprio il Girone costituisce il nucleo più antico dell’incasato di San Giovanni, con i resti del primo palazzo pubblico situato all’ingresso di Via del Cunicchio. Molte altre costruzione di importanza politica, sociale e religiosa si trovano nel territorio coperto dalla Contrada. Lungo Corso Baccio (la via principale del paese) si possono trovare Palazzo Mallio (sec.XVII), il Teatro Cicconi (costruito nella seconda metà del XIX secolo su disegno di Ireneo Aleandri) e Palazzo Sinibaldi (sec.XVII). Fuori dalle mura del paese invece si possono trovare i resti del primo convento Agostiniano (inizi del XIII sec.), con i ruderi della chiesa della Madonna dei Lumi, dove ancora oggi si conserva l’altare in pietra d’Istria del 1371 eretto per conservare la Sacra Spina della corona di Cristo, e l’ex convento dei Minori Osservanti oggi sede dell’Ospedale della Misericordia, donato dalla comunità a Giacomo da Monteprandone (San Giacomo della Marca) per ringraziarlo della mediazione con la vicina città di Fermo. La sede di Contrada, per altro l’unica a risiedere fuori dalle mura cittadine, è ospitata nei locali che restano del palazzo del cardinal Montalto (nipote di Sisto V) in seguito adibito a residenza di proprietà dei Nannerini marchesi di Nannarini e, infine, usato come monastero delle Oblate Salesiane prima, delle Benedettine poi, del Sacro Cuore fino a qualche decennio fa.

Nello stemma di Contrada campeggiano, in campo rosso, l’aquila di nero dell’Evangelista e la croce bianca di San Giovanni Battista. L’arma è coronata di nobiltà, avendo la Contrada vinto l’edizione del venticinquennale della Contesa del Secchio.

Contrada San Martino

La Contrada prende il nome dalla chiesa dedicata al Santo Cavaliere di Tours, un tempo esistente lungo la via principale che dalla piazza maggiore conduceva fino al Girone. Molte famiglie nobili del paese avevano nel territorio della San Martino i loro palazzi; tra queste quella estinta dei Bertolucci-Godolini, nobili di Fossombrone e di Cingoli, marchesi della Castelletta, imparentati con Francesco Saverio Castiglioni (papa Pio VIII). I palazzi di tali famiglie sono ancora custoditi tra le mura del paese; ne sono esempi il palazzo con villa dei Bertolucci-Godolino, quello degli Errighi, quello dei Sinibaldi-Odoardi, quello dei Fassitelli ed infine quello dei Canuti. Lungo Corso Baccio si affaccia il complesso dell’ex Convento degli Agostiniani la cui chiesa (oggi sconsacrata), del titolo di Sant’Antonio Abate detta anche di Sant’Agostino, conserva un bellissimo portale in pietra del 1505. Fuori dalle mure, situato su di un colle dirimpetto alla città, si può trovare l’ex Convento dei Cappuccini (seconda metà del Cinquecento), la cui chiesa (dedicata a San Giuseppe) è tuttora officiata. La sede della Contarda è stata realizzata recuperando alcuni saloni del convento agostiniano (suggestivo, fra l’altro, il percorso delle nicchie nelle quali venivano conservate le botti di vino). All’interno sono, inoltre, conservate le pietre con gli stemmi delle famiglie nobili di contrada sopracitate.

Nello stemma campeggia, su campo verde, un cavallo rampante bianco. Inoltre nella bandiera di Contrada è affiso il simbolo giubilare avendosi aggiudicato l’edizione speciale per il giubileo della Contesa del Secchio.

Contrada Cavaliera Sant’Elpidio

La Contrada prende il nome dalla Chiesa matrice, dedicata al santo Patrono Elpidio. Eretta nel XIII secolo come Pieve, nel 1950 fu elevata a Collegiata, decorata successivamente del livello di Insigne e, dal 1857, unica in Diocesi, di Perinsigne. La Contrada occupa la gran parte finale della città nella zona del punto panoramico di Via dei Torrioni, uno dei punti più belli dal quale si gode un eccezionale panorama verso i Sibillini. Custodisce nel suo territorio alcuni fra i monumenti più importanti della città: il Palazzo Comunale (costruito nel XVII secolo, forse su disegno di Tibaldi, sul preesistente Palazzo dei Priori e nel quale sono custoditi il polittico ed il trittico quattrocenteschi di Vittore Crivelli), la Perinsigne Collegiata (la quale possiede,esternamente, finestroni duecenteschi in cotto, internamente un sarcofago romano in marmpo pario del III secolo d.C., un altare ligneo barocco del 1702 dello Scoccianti, tele del Pomarancio e di Palma il Giovane, un organo Callido, una croce a stile di arte orafa abruzzese del 300); l’ex Chiesa del Sacramento con portale del XIV secolo. Fuori le Mura è invece osservabile il Santuario della Madonna degli Angeli, costruito nel XVI secolo e meta per secoli di pellegrinaggi. La sede della Contrada è situata nei sotterranei della Chiesa del SS.Sacramento. Secondo la tradizione questa chiesa era sede di culti Templari.

Il suo stemma rappresenta il nero Scorpione in campo giallo. Questo simbolo deriva dal fatto che secondo la tradizione il monaco cavaliere Elpidio si salvò dall’arresto dei persecutori romani in quanto svegliato, nel deserto, dal pizzico di uno scorpione. La contrada è coronata di nobiltà, avendo vinto l’edizione del trentennale della Contesa del Secchio, così acquisendo il predicato di Cavaliera, e rinforzata di alloro per la conquista del decimo secchio. La bandiera si fregia anche della caravella per la vittoria conquistata nell’edizione del 1992, anno del quinto centenario colombiano.

Magnifica Contrada Santa Maria

La Contrada prende il nome dalla trecentesca Chiesa di Santa Maria in Piazza, totalmente ricostruita nel 700′ dopo essere stata precedentemente trasformata in chiesa del convento dei minori conventuali francescani. Agli inizi del XIX secolo dinanzi al suo ingresso scompari la piazza, essendo stato occupato lo spazio per la ricostruzione della residenza dell’Arcivescovo di Fermo, già Prefetto delle Missioni in Olanda, cardinale Cesare Brancadoro, nato da madre elpidiense. Secolarizzato all’evento dello Stato unitario, il convento fu adibito a sede delle scuole elementari cittadine e, successivamente, dell’Istrituto professionale di Stato per Commercio “Tarantelli”. Per un periodo ospitò anche la sede della ora cessata Cassa di risparmio di Sant’Elpidio a Mare. La Santa Maria, angolo medievale della città, custodisce alcuni tra i più importanti monumenti fra i quali una delle tre porte, l’unica pervenuta a noi nella struttura originale, Porta Canale, a forma ottagonale, incastonata nel tratto più antico delle mura castellane trecentesche, ha a un lato un torrazzo quadrato recentemente restaurato. Lungo Corso Baccio si affaccia il complesso dell’ex Oratorio dei Filippini:la Chiesa del XVIII secolo, è ornata con stucchi e finto marmo di grande effetto; la cappellina edell’oratorio è del Valadier;il complesso conventuale, per molto tempo sede della Pretura Mandamentale, è stato ora in parte adibito a Pinacoteca Comunale che custodisce pregevoli tele ed opere d’arte tra cui il polittico e trittico quattrocenteschi di Vittore Crivelli ed in parte sede del Museo della Calzatura. Altri monumenti sono la Basilica Lateranense di Maria SS.ma della Misericordia in piazza (retta dall’omonima confraternita nel 1399), la Torre Civica (eretta dai Cavalieri di Malta nel XIII secolo) e la Fontana della Pupa (eretta a ricordo dell’inaugurazione dell’acquedotto cittadino nel 1906). La sede di Contrada è stata realizzata recuperando i trecenteschi saloni sotterranei e la cappella della cripta dei filippini e al suo interno si ammira parte dell’ottocentesco coro ligneo, un tempo della chiesa del convento benedettino.

Nello stemma il giglio bianco in campo azzurro, simboleggia la purezza della Vergine al nome del quale è intitolata la Contrada.

Le Delegazioni Foranee

Il Marchesato di Santa Catarina deriva dall’antico marchesato dei Nannerini di Nannarini. La sede della Delegazione è situata nella frazione elpidiense di Luce Elettrica. Tale Delegazione vanta un numeroso gruppo di Musici (formato da Tamburini e Chiarine) che è stato eletto gruppo ufficiale dei musici di Città Medioevo (altra importante manifestazione elpidiense che si svolge in tre serate a fine luglio).

Il Borgo Marinaro prende il nome dall’antico porto costruito per autorizzazione papale nella metà del Duecento. Oggi il porto non esiste più ed al suo posto è sorto il comune di Porto Sant’Elpidio (un tempo unito al comune di Sant’elpidio a Mare).

Castel di Castro è una delegazione che prende il nome dallo strategico centro abitato che è poi stato sconfitto dall’emergente Sant’Elpidio. Ad oggi la sua sede è nella frazione di Castellano.

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