La “Città Medioevo” di Sant’Elpidio a Mare, un’immersione estiva nella Storia, a 3 km da Monte Urano

3 giugno 2013 Da vedere nel circondarioHome  Nessun commento

“La Città Medioevo”non è una manifestazione che si inserisce nel contesto dell’antico centro storico elpidiense ma è la città che si concede al medioevo, tanto è difficile vedere il punto di equilibrio fra finzione e realtà, tanta è la consapevolezza dei protagonisti di recitare un ruolo in un grande copione della storia. La storia cittadina nella sua versione più affascinante e spettacolare che racconta sempre di più le vere radici di Sant’Elpidio a Mare, di tutto il territorio fermano e soprattutto dai tratti storici di un periodo affascinante come il medioevo, durante il quale la città ha vissuto il suo massimo splendore. Come ogni estate, dal 1992 a fine luglio il centro storico elpidiense rivive le atmosfere suggestive, i colori, i profumi, i suoni e scene dell’epoca medievale scavando nel suo passato, tra immaginazione e ricerca storica.

Si aprono botteghe d’arti e di antichi mestieri, locande, postazioni di armigeri, carceri, lazzaretti, chiostri e tanto altro. Protagoniste dell’evento organizzato dall’Ente Manifestazioni Storiche “Contesa del Secchio”, le quattro contrade cittadine: la Contrada Cavaliera Sant’Elpidio, la Nobile Contrada San Giovanni, la Magnifica Contrada Santa Maria e la contrada San Martino, insieme alle quattro Delegazioni Foranee: la Delegazione del Porto, la Delegazione del Marchesato di Santa Caterina, la Delegazione di Castel di Castro e la Delegazione di Santa Croce.

La manifestazione, preludio della più antica rievocazione storica delle Marche “La Contesa del Secchio”, oltre che essere insieme a quest’ultima promotrice del turismo regionale è un modo per fare storia, ma è soprattutto una possibilità per i cittadini di aggregarsi. Nell’epoca della fretta, dove su tutto si sorvola, fermarsi per collaborare, magari avendo come comun denominatore la spettacolazione storica e la sana competizione sportiva, è un traguardo importante, un secondo evento negli eventi insomma. E’ anche un modo per fare storia, per riscoprire e far riscoprire al visitatore arti, costumi, tradizioni e un notevole intatto patrimonio architettonico.

E’ difficile riuscire a descrivere le passioni individuali di tutti i fautori di questo “miracolo”, pretendendo che altri semplici spettatori ne percepiscano l’emozione. Ma cercate di comprendere il funzionamento della molla che per un anno intero mette in attività la gran parte della cittadinanza elpidiense e non solo: chi a ricercare ed a studiare i documenti, altri ancora a mettere insieme un filo conduttore che adegui alla città quel quotidiano che il nome “Città Medioevo” riassume. Immaginate coloro che vanno alla ricerca degli spazi fisici, slarghi, viuzze, cortili e sagrati, cantinoni e pertugi, dove inserire scene e momenti della vita reale medievale, che si animano all’improvviso, insieme… come se una enorme e diffusa regia pigi lo start di un grande set dove si gira in diretta il film della propria storia, dove gli attori sono protagonisti della loro manifestazione.

La XX edizione in concomitanza con il LX anno di attività della “Contesa del Secchio” la più antica rievocazione storica della Regione Marche. Un avvenimento davvero importante per l’Ente organizzatore che ha già dato il via agli appuntamenti in calendario con il musical unica data per le Marche “Il Bandito Giuliano” e con il piu’ impegnato programma formativo/culturale “Historica” ha già richiamato l’attenzione non solo dei turisti attualmente presenti in zona ma anche di appassionati provenienti da tutta la Regione.

Ogni edizione si svolge nel rispetto di un tema storico che scaturisce da un’approfondita ricerca presso l’Archivio Storico Comunale e non solo: questo costituisce l’impalcatura di scene e allestimenti e propone una partecipazione attiva di ciascuna contrada, caratterizzata in modo diverso. Il canovaccio su cui si svilupperanno le tre sere previste (26-27-28 luglio) toccherà un tema di particolare curiosità: “Il Gioco” accompagnato dalla “Riffa” non fine a se stessa ma altresì contornata da tutti quei giochi medievali che in un modo o nell’altro hanno invitato alla scommessa nobili e popolani, avventori da osteria, avventurieri e tutti coloro che nel bene e nel male hanno voluto allora, come adesso, tentare la fortuna. Altro aspetto non da meno importante,le taverne di contrada, con menu della tradizione ed alcune pietanze che provengono direttamente dal ricettario medievale. Ecco il ‘gioco’ teatrale nelle pagine reali della storia, toccandone alcuni tratti determinanti. A ciascuno un posto, un costume, una voce, per un grande spettacolo difficilmente imitabile.

Fonte: www.corriereproposte.it

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